Innovazione tecnologica? No…culturale

É ormai da molto tempo che sta imperversando mediaticamente il termine innovazione, legato a qualunque argomento di discussione e confronto, dal business, alla cucina piuttosto che all’arte...

Ma nelle imprese nel concreto in cosa consiste l’innovazione?

Provo quindi di seguito a dare tangibilità ad un termine molto usato e anche abusato e contestualizzarlo nel mondo delle nostre imprese, chiaramente secondo il mio modesto punto di vista.

La prima considerazione è che l’innovazione non è nulla di straordinario né tantomeno inusuale, ma bensì un'esigenza naturale dell’uomo, un percorso fisiologico volto alla continua evoluzione del proprio stato con l’obiettivo di una ricerca continua verso il miglioramento.

Alla parola "innovazione" sovente viene affiancato il termine tecnologica, ma siamo sicuri che innovazione vuol dire soltanto tecnologia?

A mio parere la tecnologia è uno strumento, se vogliamo un facilitatore o addirittura un’opportunità e quindi, in quanto tale, non è solo e soltanto l’unico componente vincente per potersi innovare. Parimenti alla tecnologia metterei sicuramente come strumento per innovare le nostre imprese, le risorse umane, l’organizzazione e le modalità di analisi aziendale.

É chiaro che se sfruttare la tecnologia creando un’efficiente infrastruttura informatica è un vantaggio, è altrettanto vero che dotarsi di alte competenze e valori umani all’interno della propria organizzazione e metterli in condizione di esprimere tutto il potenziale, magari con una buona organizzazione dei processi informativi, in questo momento storico fa la differenza. Intorno al mondo risorse umane ci sono molte tematiche che si stanno innovando e non è certo soltanto la consapevolezza di avere all’interno della propria struttura alte professionalità e competenze, i cosiddetti “talenti”, ma anche quella di inserire competenze trasversali all’interno della stessa area funzionale o addirittura creare nuove aree funzionali dedicate esclusivamente alla gestione dei processi di innovazione. Correlato a tutto questo, non è di meno la consapevolezza di fare in modo di trattenere i propri “talenti” o ancor meglio attrarne di nuovi.

Ma come?...l’unico strumento è il sistema di compensation?

No assolutamente no. Oggi la leva vincente è data da due fattori:

  • Mettere in condizione il talento di poter esprimere il suo meglio da un punto di vista di opportunità professionali dotandolo dei migliori strumenti, creando percorsi di crescita meritocratici e contestualizzando il tutto in un clima lavorativo stimolante e creativo insomma coerente con la nuova filosofia aziendale;
  • Le prospettive di vita personali che il territorio su cui insiste l’impresa può offrire.

In un’impresa orientata fortemente sui versanti precedentemente descritti come fa l’organizzazione aziendale a non essere elemento d'innovazione?

La risposta è abbastanza scontata, in primis per il motivo trattato precedentemente nell’argomento risorse umane e poi perché, creando le migliori condizioni per far esprimere il talento non vuol dire altro che creare di conseguenza una maggiore interazione tra le aree funzionali aziendali e quindi maggior partecipazione alla strategia aziendale attraverso un supporto informativo sempre più qualitativo e oggettivo al management.

Per terminare questo excursus sugli elementi di innovazione all’interno del mondo aziendale non posso che non trattare del mondo della misurazione delle performance aziendali.

Tale argomento è vero che beneficia degli argomenti trattati, dalle tecnologie ai talenti per finire all’organizzazione, ma è anche vero il contrario e cioè che un’azienda strutturata in maniera da monitorare e monitorarsi tanto nelle performance economico-finanziarie quanto negli aspetti di efficienza operativa rappresenta sicuramente un’attrazione e una valorizzazione delle proprie risorse e degli investimenti effettuati in termini di infrastrutture e sistemi tecnologici.

Il mondo dell’analisi si sta evolvendo verso sempre più sofisticati modelli matematici con una sempre più profonda analisi degli argomenti. Oggi è argomento diffuso parlare di Intelligenza Artificiale, ma siamo sicuri che le nostre aziende siano pronte ad affrontare questi temi? Io credo, senza dubbio, che questi sistemi sono e possono soltanto essere attuati da quel meno del 5% del mondo delle imprese italiane che è costituito da grandi aziende. Peccato che il restante 95% del tessuto economico italiano e’ rappresentato da PMI, più Piccole che Medie, le quali nella maggior parte delle situazioni devono gettare, o ancora in alcuni casi consolidare, le fondamenta per poter accogliere questo livello di innovazione.

Ma allora cosa manca a queste imprese per farlo?

Il contesto economico di certo non incoraggia ma nonostante tutto ritengo che alle nostre imprese non manca nulla per cominciare a fare i primi passi; per farlo serve soltanto la sensibilità e la consapevolezza che soltanto innovando potranno competere e adeguarsi velocemente alle dinamiche del mercato.

Ecco perché per me l’innovazione è... culturale. Proprio cosi, cultura del cambiamento, del mettersi in discussione frequentemente, del monitorarsi continuamente, del supportare con informazioni oggettive il management che definisce la strategia aziendale.